Le scoperte archeologiche
di Francesco Ranaldi
Le campagne di scavo condotte da Francesco Ranaldi tra gli anni Cinquanta e Ottanta restituiscono la mappa di una Lucania antica: Vaglio Basilicata, Filiano, Cancellara, Pietragalla. Quattro siti, otto vetrine, i reperti che ne raccontano la scoperta.
Francesco Ranaldi: la narrazione di una storia antica condivisa
Attraverso le testimonianze del prezioso fondo documentario conservato presso il Museo archeologico provinciale di Potenza e quelle verbali di amici e quanti hanno collaborato con lui, di Francesco Ranaldi (Potenza 1924-1988) si afferra una interessantissima parte della sua personalità eclettica e complessa; quella di un figlio appassionato della sua terra natale, delle testimonianze culturali che l’hanno caratterizzata e per le quali ha attenzionato il mondo scientifico della ricerca archeologica.
Da questa passione di conoscenza delle tappe fondamentali della storia del nostro territorio ab origine è scaturita in Ranaldi la necessità emotiva e metodologica al tempo stesso di diffondere questo sapere, spingendosi oltre un mero trasferimento di informazioni, per innescare un processo di comunicazione, ovvero di condivisione di queste conoscenze non soltanto con gli altri ricercatori, ma soprattutto con la gente comune, elaborando un codice comunicativo efficace che potesse creare coinvolgimento e stabilire una connessione col passato.
Una connessione che diventava scambio e confronto di tecniche, di idee, di tradizioni e di usi tra gli autoctoni di ieri e quelli del presente, per giungere alla piacevole e sorprendente comprensione di un’evoluzione, ma anche di una continuità cronologica e culturale e al sentirsi parte di una lunga storia che diventava quella di ciascuno.
Nel solco lasciato dai suoi predecessori, Vittorio Di Cicco e Concetto Valente, Francesco Ranaldi, il “direttore” per i suoi collaboratori, ha inteso il Museo come luogo privilegiato di questo scambio attraverso le testimonianze materiali che finalmente cominciavano ad essere vive e a dialogare con tutti, introducendo, attraverso i laboratori, la didattica dell’archeologia, una metodologia di apprendimento già sperimentata con i cantieri scuola sugli scavi, che consentiva ai partecipanti di sentirsi protagonisti cimentandosi con tecniche e materiali e attivando quella preziosa connessione che rende ancora oggi il Museo aperto al territorio e produttore e diffusore di un’identità culturale e territoriale.
Ranaldi raccoglie l’eredità e il peso della devastazione bellica, recuperando le collezioni preesistenti e continuando l’attività di schedatura dei reperti; avvia importanti campagne di scavo nel Potentino, indagando per primo il sito di Serra di Vaglio individuando la necropoli di Serra del Carpine a Cancellara, Il sito di Monte Torretta di Pietragalla, l’edificio delle Lastre dei Cavalieri a Braida di Vaglio, il complesso pittorico di Tuppo dei Sassi a Filiano e intraprendendo scavi sistematici nel Bacino di Atella con il prof. Edoardo Borzatti von Löwenstern dell'Università di Firenze.
Con Ranaldi il Museo comincia ad assumere una valenza, non soltanto di interesse scientifico per gli studiosi, bensì anche di conoscenza delle tappe fondamentali della storia della Lucania antica prima della romanizzazione, caratterizzandosi come struttura di informazione e formazione destinata ad un target di utenza eterogeneo, al quale consentire la corretta riappropriazione dei beni e coinvolgerlo, pertanto, come parte attiva e protagonista, nel processo di tutela, intesa non soltanto come salvaguardia e sorveglianza scientifica, ma anche come promozione e divulgazione culturale attraverso le testimonianze materiali.
L’attività di ricerca di Francesco Ranaldi è stata intensa come impegno e spirito di conoscenza ed estesa come area di indagine, toccando dapprima la zona a N.O. e N. E. di Potenza, successivamente il versante S.O. e S.E..
L’esposizione dedicata a Francesco Ranaldi si focalizza soprattutto su quattro siti selezionati tra i tanti indagati: Contrada Ciscarella a Vaglio, Tuppo dei Sassi a Filiano, la necropoli di Serra del Carpine a Cancellara e Monte Torretta di Pietragalla.
La scelta è stata determinata dalla particolare rilevanza delle testimonianze materiali che costituiscono la narrazione di culture antiche in continua crescita e costante relazione interculturale con i territori limitrofi; quella stessa narrazione che Francesco Ranaldi ha voluto condividere con la sua gente.
al 31 marzo 2027
Provinciale di Potenza
Via Lazio, 18 — Via Ciccotti, 17
09:00 — 13:00
Martedì e Giovedì
09:00 — 13:00 · 15:00 — 17:00
Ingresso libero
