Nato a Potenza il 12 luglio del 1924, Francesco Ranaldi ha diretto il locale Museo Archeologico Provinciale dal 1954 al 1988, avviando diversi cantieri di scavo. Esploratore capace e profondo conoscitore del territorio lucano, contribuì a scoprire e indagare alcune delle aree archeologiche più importanti della Basilicata: Serra e Rossano di Vaglio, Torretta di Pietragalla, Serra del Carpine di Cancellara, Oppido, Filiano, Muro Lucano e Albano di Lucania.
Il suo lavoro attirò l'attenzione di studiosi ed esperti di fama internazionale — come Edoardo Borzatti von Löwenstern — trovando spazio sulle pagine di quotidiani e riviste specializzate, in Italia e all'estero: dal «Corriere della Sera» a «The Illustrated London News», passando per «Atlante» e «Archeologia Viva».
Il suo lavoro di scavo e ricerca sistematica consentì di portare finalmente in luce la storia dell'antica Lucania, quella compresa tra l'età del Ferro e l'epoca della penetrazione romana, chiarendo le dinamiche relazionali tra i popoli autoctoni dell'entroterra e quelli stanziati lungo la costa magnogreca.
Pittore intenso, dai colori che sono chiazze di rossi, di azzurri, di gialli che esplodono come bengala e illuminano le figure come se le scolpissero.— Enzo Bilardello
A Ranaldi va riconosciuto il merito d'esser riuscito a creare un rapporto costruttivo con i contadini, insegnando loro ad avere rispetto degli oggetti ritrovati nel quotidiano lavoro di dissodamento, e a contribuire alla costruzione storica di una identità comune — spesso partecipando attivamente alle attività di scavo.
Ranaldi è stato anche un artista e animatore culturale di alto profilo. Ha esposto a Roma, Torino, Saint Paul de Vence, Milano, Brescia, Londra, Parigi, Stoccarda, Amburgo, coltivando rapporti di lavoro e di amicizia personale con Carlo Levi, Luciano Amerigo Pera, Ernesto Treccani e Tono Zancanaro.
È uno degli artisti di maggior rilievo di quella stagione di rinnovamento culturale che investe Potenza nell'immediato dopoguerra, frequentando il gruppo di intellettuali e artisti che si riunivano fra lo studio del pittore Mauro Masi e la Libreria Marchesiello: Rocco Scotellaro, Giuseppe Antonello Leone, Vito Riviello, Tommaso Pedio, Giulio Stolfi.
Socio della Deputazione di Storia Patria per la Lucania, nel 1976 fu tra i promotori della nascita del Centro d'arte potentino Co.S.P.I.M. — Collettivo scultori, poeti, pittori, incisori e musicisti.
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Con il programma di iniziative del 2026—2027, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Potenza ha inteso colmare questa lacuna, nel solco di un programma complessivo di valorizzazione della memoria storica e culturale della Città.