Fibule, vasi e pendagli in bronzo dai contesti funerari di Monte Torretta.
Monte Torretta di Pietragalla
I reperti archeologici di Monte Torretta di Pietragalla testimoniano la presenza di un importante insediamento fortificato lucano, frequentato principalmente tra l'età del Bronzo e il III secolo a.C. Gli scavi condotti da Francesco Ranaldi a partire dal 1956 hanno portato alla luce mura di fortificazione, aree sacre e spazi domestici.
Monte Torretta di Pietragalla (PZ) · Sporadico · VII secolo a.C.Fibula a drago in bronzo, così chiamata per la somiglianza tra la forma sinuosa dell'arco e l'animale fantastico. Il reperto proviene quasi certamente da una sepoltura maschile e testimonia l'esistenza di una coeva area funeraria, non ancora identificata, nella quale, come dimostra l'eleganza del nostro esemplare, non dovevano mancare sepolture di rilievo.Monte Torretta di Pietragalla (PZ) · Sporadico · VI – V secolo a.C.Askòs, che in greco antico significa “otre di pelle”: una forma molto singolare che, difatti, ricorda i recipienti in pelle di animale. Questo vaso veniva utilizzato come contenitore di unguenti o di sostanze di una certa densità, come si può notare dalla forma del collo, così allungata e stretta, per permettere la fuoriuscita graduale propria di liquidi oleosi. L'esemplare di Pietragalla rivela tutta la sua eleganza nella splendida decorazione che si estende, in combinazione con sottili incisioni, anche sul fondo.Monte Torretta di Pietragalla (PZ) · Contesti funerari femminili · Fine VII – VI secolo a.C.Pendaglio in bronzo. Il primo esemplare rappresenta la schematizzazione del motivo del disco solare, qui trasformato nell'occhiello di sospensione, trasportato su di una barca da due protomi a testa di uccello, divenute, nel nostro esemplare, delle semplici appendici rettangolari ai lati della piastra.Monte Torretta di Pietragalla (PZ) · Contesti funerari femminili · Fine VII – VI secolo a.C.Secondo pendaglio, di cui si conserva solo l'estremità inferiore: dovrebbe appartenere a un tipo costituito da una piastra a forma d'ascia, con un occhiello di sospensione al centro dell'estremità superiore e due protomi ancora una volta a testa di uccello ai lati. Viene riprodotto qui il motivo, assai caro all'iconografia antica, della Potnia Theron, la Signora degli Animali. Entrambi i motivi, molto diffusi nel mondo antico sin dall'età del Bronzo, alludono al concetto di fertilità e pertanto venivano riprodotti sugli ornamenti che, indossati dalle donne quali amuleti propiziatori, pendevano, non a caso, dalla cintola o dal ventre.